IL GALLO CANTA ANCORA

Da Lovati a Ferri, e forse Pinna: Fabrizio Gallo sta assumendo un ruolo diverso nel caso Garlasco

Di Fabrizio Gallo avevo già scritto nello Spunto di vista n. 7, quando la sua presenza nella vicenda di Garlasco aveva cominciato a sembrarmi singolare. Gallo era arrivato come difensore di Massimo Lovati, lo storico avvocato di Andrea Sempio e probabilmente il più deciso sostenitore pubblico della sua innocenza. Eppure, il nuovo difensore di Lovati, parlando di Sempio, sembrava muoversi in una direzione diversa: attribuiva importanza allo scontrino di Vigevano, ai soliloqui, ai messaggi e ad altri elementi che potevano mettere in difficoltà l’ex assistito del proprio cliente. Non c’era naturalmente alcuna contraddizione professionale: Gallo doveva difendere Lovati, non Sempio. Ma rimaneva una stranezza logica che mi aveva portato a chiedermi quale fosse esattamente il suo ruolo in questa storia.

Poi, pochi giorni fa, è arrivata la “bomba” Giovanni Ferri e ho scritto la bozza di un secondo articolo: Il Gallo canta due volte. Gallo era diventato il legale di Gabriella Conti, vedova dell’ottantottenne trovato morto nel 2010 in un anfratto di via Mulino, in circostanze classificate allora come suicidio e oggi nuovamente sottoposte all’attenzione della Procura. Avevo scoperto nel frattempo che il caso non era stato scovato autonomamente da Gallo: era stato l’inviato di Mattino Cinque Emanuele Canta a rintracciare Gabriella Conti e a riportare pubblicamente la sua storia. Successivamente Gallo aveva assunto pro bono l’assistenza della donna, incontrato il procuratore Fabio Napoleone e contribuito a riportare la vicenda davanti alla Procura.

Quella seconda comparsa di Gallo aveva reso più interessante la domanda iniziale. Il difensore di Lovati, che non aveva mai fatto propria la linea innocentista assoluta di Lovati su Sempio, diventava contemporaneamente il legale della vedova di un uomo la cui morte, se un giorno risultasse omicidiaria e in qualche modo collegata alla vicenda Poggi, potrebbe portare a riesaminare anche persone e ambienti già presenti nella storia di Garlasco. Avevo concluso però che non bastavano le coincidenze per formulare sospetti: sarebbero stati i comportamenti successivi di Gallo a dirci qualcosa di più.

Il primo test

Qualche risposta sta già arrivando. Sul caso Ferri Gallo non si è fermato alle dichiarazioni televisive. Si sta formando un gruppo di consulenti e, oltre al medico legale, dovrebbe essere nominato un genetista per esaminare il coltello conservato dopo la morte di Ferri e verificare l’eventuale presenza di tracce utili. Il lavoro, per quanto sappiamo, viene svolto pro bono. È esattamente uno degli sviluppi che avevo indicato come possibile verifica della posizione di Gallo: capire se il caso Ferri sarebbe rimasto soprattutto mediatico oppure avrebbe prodotto iniziative concrete.

Il primo test, quindi, per ora dà una risposta abbastanza semplice: Gallo sta andando avanti. Questo naturalmente non significa che Ferri sia stato assassinato e ancora meno che la sua morte abbia qualcosa a che vedere con l’omicidio di Chiara Poggi. Significa soltanto che una morte classificata sedici anni fa come suicidio viene nuovamente esaminata e che l’avvocato che ha chiesto di farlo non sembra intenzionato a fermarsi alla richiesta iniziale.

Ma proprio mentre stavo finendo di ragionare su questo secondo Gallo, ieri mattina ne è comparso quasi un terzo.

Un’altra famiglia

A Mattino Cinque Gallo ha riferito di essere stato contattato da un’altra famiglia per approfondire una morte avvenuta anni fa. Non ha fatto il nome della persona, spiegando di voler mantenere per il momento il riserbo, ma ha fornito un’indicazione abbastanza precisa: si tratterebbe di qualcuno molto vicino all’ambiente di Andrea Sempio e Marco Poggi. Da questa indicazione è nata l’ipotesi che possa trattarsi di Sasha Pinna. È necessario però essere chiari: Gallo non ha detto che si tratta di Pinna e, al momento, questa identificazione rimane una deduzione.

Il ragionamento nasce dai rapporti personali. Pinna e Michele Bertani si conoscevano e frequentavano almeno in parte gli stessi ambienti; Bertani era uno degli amici storici di Andrea Sempio, a sua volta molto legato a Marco Poggi. Secondo la ricostruzione proposta dal canale Stanza 11, i due nomi che meglio corrisponderebbero all’indicazione fornita da Gallo sarebbero proprio Bertani e Pinna e, poiché Bertani sarebbe già entrato nell’attenzione degli inquirenti, l’ipotesi avanzata è quella della famiglia Pinna. La stessa autrice del video precisa però correttamente che non esiste ancora alcuna conferma.

Per il ragionamento che sto facendo il nome, almeno per adesso, è quasi secondario. Il fatto nuovo è un altro: dopo Ferri c’è un’altra famiglia. Giovanni Ferri poteva rappresentare un episodio isolato: un giornalista rintraccia una vedova dimenticata, un avvocato viene coinvolto, studia gli atti, ritiene che esistano elementi da approfondire e decide di assisterla. Una sequenza del tutto spiegabile. Ma quando una seconda famiglia si rivolge allo stesso avvocato per un’altra morte collocata nell’ambiente allargato di Garlasco, la domanda che mi ero posto inizialmente comincia inevitabilmente a cambiare.

Forse guardavo Gallo dalla parte sbagliata

Mi ero chiesto, fin dal primo articolo, che cosa ci facesse Fabrizio Gallo nel pollaio di Garlasco. E mi ero posto anche la domanda più antica: cui prodest? A chi giova? Mi sembrava strano vederlo contemporaneamente così vicino a Lovati, così distante dalle certezze innocentiste di Lovati su Sempio e, infine, dalla parte della vedova Ferri. Era possibile naturalmente che non ci fosse nulla da spiegare oltre alla normale indipendenza professionale di un avvocato, ma la posizione meritava almeno di essere osservata.

Adesso comincio a prendere in considerazione una possibilità diversa. Forse Gallo non è arrivato a Garlasco con un progetto preciso. Ci è arrivato per Lovati. Poi, attraverso Emanuele Canta, ha incontrato la vicenda Ferri. L’ha studiata, ha deciso di occuparsene e l’ha portata davanti alla Procura. Adesso un’altra famiglia si rivolge a lui. Forse non esisteva un disegno iniziale. Forse il disegno si sta formando strada facendo.

Le morti intorno a Garlasco

Negli anni diverse morti sono state accostate, con motivazioni e consistenza molto differenti, alla vicenda di Garlasco. Il verbo da usare è proprio accostate, perché non sappiamo se siano collegate fra loro e non sappiamo neppure se alcune morti considerate suicidi siano state in realtà omicidi. Giovanni Ferri morì nel 2010; Corrado Cavallini, che era stato medico di Ferri e anche della famiglia Sempio, nel 2012; Sasha Pinna nel 2014; Michele Bertani nel 2016. Fra alcune di queste persone esistevano rapporti personali o conoscenze comuni. Questo è un dato. Che quei rapporti abbiano qualcosa a che vedere con le loro morti è invece tutto da dimostrare.

È proprio questa distinzione che rende interessante l’eventuale nuovo ruolo di Gallo. Non occorre partire dall’idea che esista un’unica storia. Anzi, sarebbe il modo peggiore di affrontarla. Bisognerebbe fare esattamente il contrario: prendere i singoli casi, verificarli separatamente e soltanto dopo domandarsi se esistano punti di contatto reali. Ferri potrebbe non avere nulla a che vedere con Pinna, Pinna nulla con Bertani e nessuno di loro con l’omicidio Poggi. Dimostrarlo sarebbe già un risultato, perché permetterebbe di eliminare alcune delle molte suggestioni accumulate intorno a Garlasco. Se invece emergessero collegamenti concreti, allora il problema cambierebbe.

Una raccolta indifferenziata

La chiamerei, senza attribuire all’espressione alcun significato negativo, una specie di raccolta indifferenziata dei casi laterali di Garlasco. Prima si raccolgono, poi si separano. Ferri è il primo. Adesso potrebbe essercene un secondo. Se domani ne arrivasse un terzo, comincerebbe a delinearsi un’attività che non consiste più soltanto nell’assistenza a una singola famiglia, ma nel recupero di vicende rimaste per anni ai margini della storia principale.

Ed è forse proprio qui la differenza tra ciò che può fare la Procura e ciò che, almeno in teoria, potrebbe fare Gallo. Fabio Napoleone deve indagare sull’omicidio di Chiara Poggi e stabilire se gli elementi raccolti nei confronti di Andrea Sempio siano sufficienti per procedere. Non ha il compito di spiegare tutto ciò che è accaduto a Garlasco negli ultimi vent’anni. Potremmo quindi arrivare un giorno a una conclusione giudiziaria sull’omicidio di Chiara e continuare ad avere domande sulla morte di Ferri, di Pinna, di Bertani o di altre persone. Gallo, quasi incidentalmente, sembra cominciare a muoversi proprio in questo territorio laterale.

Il gallo nel pollaio

Ed eccomi allora, per la terza volta, alla domanda iniziale: che cosa ci fa Fabrizio Gallo nel pollaio di Garlasco? Non lo so ancora e continuo a conservare il mio cui prodest. Ma oggi devo aggiungere una possibilità che nel primo Spunto di vista non avevo considerato e che neppure Il Gallo canta due volte consentiva ancora di vedere chiaramente.

Forse Gallo è semplicemente entrato nel pollaio come avvocato di Lovati. Poi ha incontrato Ferri. Adesso arriva un’altra famiglia. Se ne arriveranno altre, quello che sembrava un percorso casuale potrebbe trasformarsi in una funzione: raccogliere uno dopo l’altro alcuni casi rimasti ai margini, portarli davanti a chi può verificarli e vedere se davvero sono soltanto casi laterali oppure se qualche filo li attraversa.

Nel teatro antico, quando la trama era diventata tanto complicata da non riuscire più a sciogliersi attraverso i personaggi che si trovavano sulla scena, compariva il deus ex machina. Sarebbe decisamente prematuro attribuire oggi quel ruolo a Fabrizio Gallo. Per farlo dovremmo prima vedere se la seconda famiglia esiste davvero nel senso che abbiamo ipotizzato, se il caso Ferri produrrà risultati e soprattutto se altri casi seguiranno la stessa strada.

Per ora mi fermerei un passo prima. Il Gallo che avevo cominciato a osservare perché non capivo bene quale posizione occupasse sta assumendo una fisionomia più comprensibile. È entrato a Garlasco per difendere Lovati, ma non ha assunto la difesa ideale di Sempio; ha preso in mano il caso Ferri e lo sta facendo approfondire; adesso dichiara di essere stato contattato da un’altra famiglia.

Il deus ex machina, eventualmente, sarà materia per un altro articolo.

Intanto, che il Gallo continui a cantare…

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