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DA GARLASCO A COGNE, VIA BESTIE DI SATANA

Se nella seconda parte abbiamo accettato la sfida di guardare oltre le apparenze e di ascoltare ciò che la logica fatica a spiegare – interrogando simboli, coincidenze e presenze silenziose – è ora il momento di fare un passo ancora più audace.

La terza parte apre lo sguardo su una dimensione ancora meno definibile, dove i fatti non sono soltanto eventi, ma risonanze. È il territorio delle eggregore: forme pensiero collettive, energie psichiche che si alimentano di paure, traumi, ossessioni condivise. Sono atmosfere, campi invisibili, ma non per questo irreali, che si radicano in un luogo e lo segnano nel profondo.

È in quest’ottica che rileggiamo Garlasco e dintorni: come un nodo di eventi che si sommano e si richiamano, come se un’eco maligna si ripetesse in forme diverse ma con lo stesso suono di fondo. Forse coincidenze, forse attrazioni oscure. Di certo non solo statistiche.

Questa parte non pretende verità assolute. Ma offre una chiave interpretativa per chi ha il coraggio di non fermarsi alle versioni ufficiali e sente, sotto la cronaca, vibrare un’onda più sottile.

Benvenuti nel cuore profondo dell’anomalia. Dove gli eventi sembrano parlarsi, anche senza testimoni.

Terza parte

Indice dei paragrafi

Un’indagine al buio su un delitto in una notte senza luna

1 – Campo largo

Quando si scava troppo a lungo intorno a un fatto oscuro, capita che si allarghi il campo. Inizi cercando risposte nella cronaca, poi nella psicologia, poi nel comportamento collettivo… e infine ti trovi a sfiorare ciò che alcuni chiamano “piani sottili”. Non per adesione fideistica, né per fuga dalla razionalità, ma per curiosità critica, osservativa.

Non è il “paranormale” che ci interessa, ma ciò che, nel non-normalizzato, può dire qualcosa in più: le atmosfere, le ricorrenze, le stranezze, le paure condivise, i silenzi troppo lunghi. È così che sono arrivato, da Garlasco, alle riflessioni di Villanova e al concetto di eggregora. A partire da lì, e senza perdere mai il filo della concretezza, proviamo a raccontare quello che forse è invisibile, ma non per questo inesistente.

2 – Le connessioni inaspettate

Nel mio percorso, superato il limite del “normale”, ho incontrato:

  • le ipotesi sulle sette e sottoculture esoteriche (le “Bestie di Satana”),
  • i deliri più o meno organizzati attorno a Francesche Carlizzi e la sua cosiddetta “Scienza dello Spirito” (teoria dell’assassinio mediatico, numerologia espiativa, ecc.),
  • ed ora, Andrea Villanova, noto anche come MRA – Musicista, Ricercatore e Autore indipendente.

Villanova elabora una forma di pensiero che definisce “Tradizione Ribelle”, un mix di spiritualità precristiana, psicologia esoterica, simbologia, risonanza energetica e lettura non lineare degli eventi traumatici. Il tutto con un approccio molto diretto, personale, a tratti controverso, ma – in certi passaggi – inaspettatamente illuminante.

Precisiamo: io non aderisco acriticamente a nessuna di queste correnti, ma nemmeno mi chiudo, quando certi concetti aiutano a spiegare, evocare, o persino intuire qualcosa che la logica non sa più afferrare. Se c’è un segnale, un indizio, una coincidenza strana, proseguo: vado ad osservare anche oltre i 360 gradi, dovendo per farlo scendere o salire ad un piano diverso.

3 – Definizioni

Il prossimo passo – per evitare fraintendimenti – è spiegare bene un paio di parole-chiave.

Dinamiche sottili – piani sottili

I termini “dinamiche sottili” e “piani sottili” si riferiscono a concetti esoterici e spirituali che descrivono aspetti dell’esistenza e della realtà non direttamente percepibili con i sensi fisici, ma che influenzano il nostro essere e il mondo che ci circonda. Questi concetti sono spesso associati a teorie sull’esistenza di corpi sottili e piani di esistenza che interagiscono con il corpo fisico e l’ambiente. 

Dinamiche sottili si riferiscono alle interazioni energetiche e vibrazionali che avvengono tra i diversi piani e corpi sottili. Queste dinamiche influenzano il nostro benessere fisico, emotivo, mentale e spirituale. Ad esempio, si parla di “corpo eterico” che fornisce energia vitale e mantiene la salute fisica, e di “corpo astrale” legato alle emozioni e ai sogni. 

Piani sottili sono i diversi livelli di realtà che coesistono con il piano fisico, ma che hanno una diversa natura vibrazionale. Questi piani sono spesso descritti come strati o dimensioni che interagiscono tra loro e con il corpo fisico. Esempi di piani sottili includono il piano eterico, astrale, mentale, spirituale, cosmico e nirvanico. 

In sintesi, dinamiche sottili e piani sottili sono concetti che descrivono aspetti invisibili della realtà e dell’essere umano, legati a energie e vibrazioni che influenzano il nostro benessere e la nostra connessione con il mondo

 – Eggregora

Un’eggregora, nel contesto esoterico e dell’occultismo, è un’entità collettiva, spesso considerata una forma-pensiero, generata dal pensiero condiviso e dall’energia mentale di un gruppo di persone che condividono un obiettivo, un ideale, o una fede. Questa entità, che può essere positiva o negativa, si manifesta come un campo energetico che influenza i membri del gruppo e, in alcuni casi, può anche agire autonomamente. 

In altre parole, l’eggregora è:

  • Un campo di energia:

Un aggregato di pensieri e sentimenti condivisi da un gruppo, che crea una sorta di entità mentale. 

  • Creata dal pensiero collettivo:

Il pensiero e le emozioni di un gruppo di persone che operano insieme, con un obiettivo comune, generano l’eggregora. 

  • Influente sui membri:

L’eggregora può influenzare i comportamenti, le emozioni e le azioni dei membri del gruppo, sia positivamente che negativamente. 

  • Potenzialmente autonoma:

In alcuni casi, l’eggregora può sviluppare una propria dinamica e agire in modo indipendente dal gruppo che l’ha creata. 

Il concetto di eggregora sottolinea l’importanza del pensiero collettivo e delle emozioni condivise nella creazione di realtà e influenze a livello individuale e di gruppo: piano sottile non vuol dire “fantasioso”, così come eggregora non è una favola da cospiratori.

Esempi di eggregore:

  • Un gruppo di persone che pratica yoga con regolarità può creare un’eggregora di pace e benessere
  • Un movimento politico con una forte ideologia può sviluppare un’eggregora che alimenta il suo entusiasmo e la sua coesione  
  • Un gruppo di lavoro che condivide obiettivi e passioni può creare un’eggregora che favorisce la collaborazione e la creatività  
  • Una tifoseria allo stadio
  • Un grande concerto
  • Una piazza gremita durante una manifestazione.

Ognuno di questi contesti attiva forme-pensiero collettive, campi emotivi condivisi, vibrazioni potenti. Lo stesso – sostiene Villanova – può accadere in negativo, nei luoghi in cui si è consumata una violenza profonda. E il caso di Garlasco – lo vedremo – presenta una quantità sorprendente di “eco” di questo tipo.

– Eggregora “parassita”

Il concetto – non esoterico – di eggregora “parassita” corrisponde a una forma-pensiero collettiva degenerata che, anziché dissolversi dopo un evento, continua ad autoalimentarsi nel tempo, nutrendosi di attenzione morbosa, paura, dolore, sospetti, odio o ossessioni ricorrenti.

Non è un “fantasma” né un’entità personale: è un sistema energetico e psichico collettivo, generato da emozioni intense e spesso negative, che inquina il clima emotivo e relazionale di un luogo o di una comunità, portando a comportamenti ripetitivi o autodistruttivi.

Esempi di “eggregora parassita”, in contesti reali (non mistici), sono:

  • In un quartiere degradato, si forma un’eggregora di sfiducia e aggressività che si autoalimenta: anche chi arriva da fuori finisce per replicare dinamiche tossiche.
  • In una città colpita da un delitto irrisolto, i residenti iniziano a sviluppare ossessioni, sospetti diffusi, depressione, e a volte si verificano altri episodi violenti apparentemente scollegati.
  • In una famiglia segnata da un trauma mai elaborato (abusi, suicidi, malattie mentali), si crea una “forma” che influenza le nuove generazioni anche senza saperlo.

Abbiamo accennato prima al tifo calcistico come ambiente di formazione di eggregore. Ebbene, io credo che alcune curve ultrà nel calcio possano essere interpretate come forme di “eggregora degenerata”, in particolare quando si cristallizzano in dinamiche chiuse e distruttive, alimentate non più da passione sportiva genuina, ma da elementi come:

  • Odio identitario verso “il nemico” (non solo la squadra avversaria, ma anche polizia, istituzioni, persino tifosi dissidenti)
  • Ritualità esasperate che sostituiscono il pensiero critico con l’appartenenza cieca
  • Simboli e slogan ossessivamente ripetuti, spesso violenti o inneggianti a una mitologia o fede politica tossica
  • Vicinanza o commistione con la criminalità organizzata
  • Resistenza patologica al cambiamento, anche quando utile o necessario (es. miglioramento della sicurezza negli stadi).

Alcune curve calcistiche diventano quindi eggregore degenerative, parassitiche: non vivono più della passione, ma si nutrono di sospetto, violenza rituale, paura del tradimento e odio per ogni alterità. Non cercano la verità del campo, ma la conferma eterna del nemico. Il tifo si trasforma così in un’identità tribale che difende sé stessa, anche a costo di negare il senso stesso del gioco e della fede sportiva stessa, in nome di altri interessi insani.

Questa non è una condanna generalizzata del tifo organizzato, che può esprimere valori profondi e positivi di coesione. Ma è un’analisi utile per comprendere quando un fenomeno collettivo si fossilizza e smette di servire chi ne fa parte, diventando una forma di autoconsumo emotivo.

L’esempio calcistico, pure fuori tema, è particolarmente adatto per spiegare a un pubblico scettico (che si interessa a esaminare il caso di Garlasco secondo gli aspetti irrituali di cui stiamo parlando) cosa si intende con “eggregora degenerata”, perché è visibile, concreto, spesso sotto gli occhi di tutti.

– E a Garlasco?

A Garlasco sembrerebbe essersi formata nel tempo una sorta di eggregora parassita: una nube invisibile fatta di dolore irrisolto, attenzione morbosa, silenzi, insabbiamenti, ossessioni, ipotesi oscure. Non si tratta di magia, ma di un campo psichico collettivo patologico, alimentato da:

  • Irrisolutezza del caso Poggi
  • Risonanza mediatica continua e malsana
  • Suicidi a catena
  • Misteri e dai i gesti apparentemente insensati (oggetti gettati, luci accese, ecc.)
  • Testimonianze che svaniscono o non vengono ascoltate.

Ma non si può non rimarcare il ruolo centrale e avvolgente che appare svolto dal Santuario della Bozzola come “eggregora parassita” principale sopra l’abitato di Garlasco, forse fino ad avvilupparla come unica entità “parassita”: “Una eggregora degenerata, di tipo parassitico: non cerca verità, ma sopravvive grazie alla rimozione, alla paura e al sospetto.

– Astrale

Con “astrale”, nel contesto di ciò che stiamo trattando, intendiamo il livello collettivo non visibile, ma percepibile, in cui si accumulano emozioni, traumi, tensioni, impressioni e memorie condivise da una comunità o legate a un luogo.

Non si tratta di astrologia, né di paranormale, ma di un piano simbolico-psichico che agisce sotto la superficie dei comportamenti visibili. È come una memoria ambientale invisibile, una sorta di “clima emotivo storico” che può influenzare inconsciamente i pensieri, i gesti e persino le vicende di chi vi vive.

Espressioni alternative del concetto possono essere:

  • “Piano astrale collettivo (inteso come memoria emotiva e simbolica del luogo)”
  • “Strato sottile del sentire condiviso”
  • “Campo emozionale ambientale”
  • “Memoria psico-sociale sedimentata”
  • “Inconscio del luogo”

Come in una città dove è avvenuto un genocidio o un disastro, si dice che “si respira ancora quell’aria”, così anche in luoghi come Garlasco si avverte qualcosa che non si vede ma permane, e che a volte sembra riemergere sotto forma di eventi inspiegabili o malesseri diffusi.

4 – I Piani Sottili

– Livelli

I “Piani sottili” vengono suddivisi in quattro “livelli”:

  1. Piano Fisico / Materiale
  • Che cos’è: ciò che vediamo, tocchiamo, registriamo: corpi, oggetti, tracce, testimonianze.
  • Nel tifo o al concerto: le coreografie, i cori, i gesti sincronizzati dei tifosi o del pubblico.
  • A Garlasco: scena del crimine, sangue, oggetti, impronte, DNA — la base visibile dell’evento.
  1. Piano Psico‑Emozionale Individuale
  • Che cos’è: le emozioni, i desideri repressi, i traumi personali, la collera latente.
  • Nel tifo o al concerto: rabbia esplosiva per un torto percepito, adrenalina, senso di appartenenza.
  • A Garlasco: ossessioni del colpevole, tensioni familiari o sentimentali, stati emotivi sotterranei — “gusci astrali” personali in fermento.
  1. Piano Astrale Collettivo
  • Che cos’è: forme-pensiero create da gruppi, energia emotiva sedimentata, memoria collettiva dei luoghi. Forma-pensiero autonoma evocata da emozioni collettive
  • Nel tifo: l’energia palpabile dello stadio trasforma l’assemblea in mente unica; Durkheim lo chiamava “effervescenza collettiva” .
  • Davanti a un evento tragico: i luoghi macchiati dalla violenza trattengono tensione; le zone di Garlasco – dalle case al Santuario – accumulano densità emotiva, amplificata da cronache, web, simboli.
  1. Piano delle Entità Astrali / Forme-Pensiero Parassite
  • Che cos’è: intelligenze non incamerate alimentate da emozioni negative, che amplificano ansia, caos, impulsi — entità vampiriche dell’ombra
  • Nel tifo o al concerto: le folle possono perdere razionalità, diventano “persone-massa”; un “grande Ego” si fa più forte del singolo.
  • A Garlasco: l’attenzione mediatica continua mantiene attiva l’eggregora del caso, attirando energie negative e replicando dinamiche di ossessione, timore, imbarazzo, nuovi drammi.

Perché è utile parlarne

Non è necessaria la fede occulta per comprenderli: basta osservare fatti noti (tifosi che si scatenano, gente che piange dopo un concerto, comunità che si agita durante un omicidio).

Questi livelli sottili spiegano:

  1. Perché la gente non riesce a distaccarsi emotivamente da Garlasco
  2. Perché eventi secondari (suicidi, litigi, incidenti) avvengano spesso lì
  3. Perché certi luoghi (come il Santuario) sembrano “inaffidabili”, carichi di un’energia misteriosa e che crea turbamento.

Esempio semantico

Contesto

Esempio piano 1-4

Partita importante

Migliaia di persone, cori, gesti (1); rabbia o gioia intensa (2); stadio “trasformato” da energia collettiva (3); orde che urlano come un solo organismo (4).

Garlasco

Evidenze e corpi (1); rancori, ossessioni, traumi (2); luogo “vivo” emotivamente, con memorie violente (3); attenzione mediatica alimenta un’eggregora “scatenata” (4).

Non serve “credere” nei piani sottili per sentirne la suggestione. Osservando Garlasco con queste lenti, si scopre che la tragedia non è solo un evento, ma un processo che continua, si estende, contagia. Un processo che, forse, sta cercando risoluzione proprio nel riconoscimento di ciò che è invisibile, ma palpabile.

Nel linguaggio esoterico e psico-energetico, i piani sottili sono livelli non materiali della realtà che coesistono con quello fisico. Ogni piano agisce con un tipo specifico di energia o coscienza:

Piano sottile

Caratteristiche

Relazione con il crimine (es. Garlasco)

1. Fisico/materiale

Il mondo tangibile, visibile, delle prove, corpi, oggetti, azioni meccaniche.

Scena del crimine, tracce biologiche, arma, luogo, testimoni.

2. Psico-emozionale individuale

Emozioni, traumi, desideri inconsci, memorie individuali, pulsioni.

Ossessioni del colpevole, rimozioni, ferite interiori dei protagonisti coinvolti.

3. Astrale collettivo

Archetipi, forme-pensiero, memoria emotiva dei luoghi, coscienza collettiva.

Il luogo “impregnato” di energia violenta, familiarità di altri eventi, tensioni sociali.

4. Entità non incarnate

Presenze astrali, parassiti energetici, “eggregore” autoalimentate.

Influenze che amplificano la negatività, attraggono nuove disgrazie, confondono le coscienze.

Parlare oggi di “dinamiche sottili” non è un salto nel vuoto: è un modo per dare ordine a una serie di fenomeni strani, ripetuti, mal spiegati. Il caso Garlasco, più che un enigma liminale, diviene un laboratorio emotivo e simbolico, dove ogni piano agisce e reagisce, rendendo l’evento ben più complesso di un singolo gesto criminale.

5 – Piani sottili a Garlasco

(Una lettura energetico-simbolica del caso e del contesto)

  1. Piano Fisico / Materiale

Visibile – concreto – forense

Tutto ciò che è documentabile, rilevabile dagli inquirenti o percepibile da chiunque.

Esempi:

  • Il corpo di Chiara Poggi ai piedi delle scale, ferito gravemente ma senza segni evidenti di lotta.
  • Le tracce di sangue: distribuzione incoerente, scarsa presenza sugli abiti dell’unico indagato.
  • La porta chiusa, la telefonata al 118, l’inspiegabile dinamica temporale.
  • I vestiti gettati in un sacchetto con tracce ematiche ritrovato casualmente da contadini (2007), di cui fu chiesto loro di non parlare.
  • Le bici nere, che più persone dicono di aver visto, ma senza mai un riscontro certo.
  • I ferri da muratore gettati nel canale vicino — come se ci fosse un’opera di liberazione fisica da oggetti compromettenti.
  • Luci accese di notte, come segnali visibili o messaggi silenziosi.

Il piano materiale non mente, ma è spesso contraddittorio.

  1. Piano Psico-Emotivo Individuale

Traumi, ossessioni, desideri repressi, angosce

Il vissuto intimo di chi agisce, subisce o osserva. Sotto la superficie, stati emotivi potenzialmente detonanti.

Esempi:

  • Il possibile conflitto sentimentale o relazionale fra Chiara e qualcuno a lei vicino.
  • L’eventuale crisi esistenziale di Chiara, le sue indagini personali sul paese, gli appunti, la ricerca di verità?
  • Alcuni testimoni parlano di anoressia (reale o presunta?) che la ragazza avrebbe avuto: segnale di un dolore sottile non espresso.
  • I suicidi, tentati o messi in atto prima, nell’imminenza o successivi, nel paese, compresi casi vicini alla sua cerchia.
  • Gli omicidi irrisolti
  • Le tensioni familiari o sociali taciute, sussurrate, negate.
  • La rimozione collettiva del trauma e il disinteresse pubblico: quasi che il paese volesse ‘cancellare’ la memoria.

Non si può, leggendo l’elenco precedente, non ritrovare molti elementi riscontrati nella vicenda delle Bestie di Satana: dove si generano i “gusci astrali” personali-famigliari, come li chiama Villanova, le emozioni forti non elaborate cercano una via d’uscita.

  1. Piano Astrale Collettivo

Memoria ambientale – energia del luogo – inconscio sociale

Garlasco ha visto, negli anni, ripetizioni inquietanti di tragedie, scomparse, disturbi, suicidi. Il luogo trattiene e restituisce.

Esempi:

  • Altri suicidi e omicidi in pochi anni, tutti giovani.
  • Uno si lancia dall’acquedotto; un altro si impicca vicino alla chiesa.
  • Il caso del giovane Giovanni Ferri: la sua morte è tutt’oggi priva di contesto chiaro, ma collegata da alcuni a un malessere profondo.
  • Il clima di paura silenziosa, pettegolezzo evitante, strane coincidenze.
  • Presenza di luoghi sensibili: santuario della Bozzola, parrocchia, zone silenziose che sembrano osservare.
  • Incomprensioni e tensioni inspiegabili tra famiglie, fratelli, ex amici.
  • Persone che dormono male, si ammalano, hanno visioni o sogni ricorrenti (soprattutto bambini).

Quando un luogo non dimentica, trasforma il dolore in campo morfogenetico attivo, come direbbe Sheldrake: le memorie non dette si sedimentano e riemergono.

  1. Piano delle Entità / Eggregore Parassite

Energie autonome create dal trauma e alimentate dall’attenzione

Quando il dolore è ignorato o mediatizzato senza verità, nasce un’eggregora — una forma energetica che vive e agisce, e non sparisce.

Esempi possibili:

  • Attenzione morbosa del pubblico, mai risolta in verità: un caso che ritorna sempre, ma non evolve mai.
  • Il senso di impotenza collettiva, oscillazione tra “colpevolisti” e “innocentisti”, rabbia a vuoto.
  • Ossessione online, blog, gruppi social, post notturni, commenti compulsivi anche a distanza di anni.
  • Atmosfera generale di blocco energetico, come se qualcosa impedisse che “la verità venga a galla”.
  • Il caso “muove ancora”, scuote coscienze, crea tensioni, talvolta nuovi atti oscuri.

Come il “clima di folla” in uno stadio o durante un linciaggio verbale, l’eggregora si auto nutre. Se non trova pacificazione o catarsi, replica sé stessa. Si crea una complicità inconsapevole nell’ambiente o nei testimoni, nessuno denuncia, tutti sottovalutano. L’omertà non è solo culturale, ma psicomagica: “l’ambiente sa”, ma tace.

Schema riassuntivo

Piano sottile

Cosa rappresenta

A Garlasco si manifesta in…

1. Fisico

Elementi concreti

Cadavere, oggetti, sangue, prove, sacchetto con abiti

2. Emotivo

Dolori individuali

Anoressia, crisi esistenziali, suicidi, silenzi familiari

3. Astrale collettivo

Clima ambientale

Suicidi seriali, tensioni nel paese, ritualità inconsce

4. Entità / eggregore

Energia autonoma

Attrazione morbosa, risonanza del caso, blocco irrisolto

6 – La genesi “sottile” a Garlasco

In un video didattico, Villanova descrive la genesi invisibile di eventi traumatici, come segue:

  1. Punto di partenza:
    Ogni crimine è il frutto visibile di un processo iniziato “altrove”, su piani invisibili.

“Il corpo, la scena visibile, è solo l’effetto finale.”

  1. Piano individuale emotivo:
    Traumi, emozioni represse, rabbia o vendetta non elaborata producono forme-pensiero. “Gusci astrali” che si accumulano e cercano sfogo.
  2. Risonanza collettiva:
    Se quei contenuti entrano in risonanza con archetipi collettivi di violenza, si attiva il “campo morfico”.

La zona, la comunità stessa, diventa partecipe e permeabile.

  1. Presenza di entità astrali:
    Entità si nutrono delle energie negative, amplificano la tensione.

“Parassiti astrali” che spingono verso il compimento del gesto.

  1. Segnali pre-evento:
    • Malesseri inspiegabili, sogni ricorrenti, tensioni improvvise.
    • Comportamenti anomali negli animali, liti immotivate, incidenti.
    • L’evento stesso produce una cicatrice energetica nel luogo.
  2. Post-evento:
    • La mediatizzazione morbosa alimenta l’eggregora.
    • La zona resta “infetta”.
    • Le eggregore possono provocare altri eventi, suicidi, ossessioni, deviazioni, depistaggi.

Esempi possono essere:

1 – Livello fisico

Scena del crimine ambigua, oggetti fuori posto, modalità dell’aggressione poco coerente.

2 – Piano psico-emotivo individuale

  • Ossessioni e comportamenti criptici del fidanzato (Stasi).
  • Rapporti oscuri tra famiglie, dinamiche affettive non trasparenti.
  • Possibile coinvolgimento o conoscenza da parte di soggetti collaterali.

3 – Piano astrale collettivo

  • Il paese stesso diventa epicentro emotivo: omertà, sospetti, suicidi, paure diffuse.
  • Santuario della Bozzola come polo energetico “inquinato” (caso del prete ricattato).
  • Presenza di altri eventi violenti, anche precedenti o successivi.
  • Egemonia dell’assurdo: dichiarazioni, comportamenti, reazioni mediatiche slegate dalla logica.

4 Entità / eggregore

  • L’interesse mediatico e il clamore alimentano una forza astrale autosufficiente, che continua a generare:
    • nuovi fatti tragici (suicidi successivi),
    • idee fisse nei soggetti coinvolti,
    • distorsioni cognitive e morali nei media e nell’opinione pubblica.

7 – Conclusione – Oltre il visibile

Ho scritto queste righe perché mi è parso evidente che il caso Garlasco non sia solo un enigma giudiziario, ma un frullatore sottile di tensioni invisibili. A prescindere dalla verità sull’omicidio, il caso ha scoperchiato un mondo collaterale impazzito: dinamiche affettive sommerse, corti circuiti comportamentali, reazioni mediatiche irrazionali, suicidi a catena, e il misterioso ruolo del Santuario.

Forse siamo entrati – senza accorgercene – in uno spazio sottile, dove realtà e simboli, psicologia e spiritualità, colpa e destino si intrecciano. Un luogo dove l’energia resta. E chiede ancora risposta.

Ho imparato, insieme a voi, questo nuovo termine: eggregora. Abbiamo visto che essa nasce da un pensiero condiviso, che può evolversi in costrutto positivo o degenerare in spirale parassitica. Garlasco – come tanti luoghi segnati da un trauma pubblico – sembra ospitare un’eggregora che non cerca verità, ma sopravvive nutrendosi di incertezza, omertà, disinformazione e dolore mai elaborato.

Il nostro intento non è spiritualizzare a tutti i costi l’enigma, né razionalizzarlo forzatamente. È osservare – anche “oltre i 360 gradi” – come un evento, un crimine, una morte, possano generare forme persistenti che attraversano il tempo, le persone e i luoghi. Un campo, visibile o invisibile, che continua a esigere attenzione, memoria, e forse, finalmente, verità.

Morti sospette e suicidi: tracce di una eggregora tossica?

Nella pianura tra Garlasco, Vigevano e Pavia – un’area apparentemente anonima, fatta di cascine, risaie e case basse – si è consumata, silenziosamente, una lunga sequenza di morti violente, inquietanti, irrisolte o inspiegabilmente dolorose.

A partire dagli anni ’90, un filo oscuro sembra attraversare questa porzione di Lomellina: una costellazione di suicidi atipici, omicidi senza colpevole, sparizioni mai chiarite, perfino un tentato accoltellamento con sopravvivenza miracolosa. I nomi sono molti. I casi si ripetono. Le circostanze, spesso anomale. I luoghi, quasi sempre vicini. Ma soprattutto, una certa atmosfera stagnante, opprimente, impalpabile, che aleggia su tutto questo.

Non è superstizione, ma osservazione empirica: sembra proprio di ritrovare gli effetti una eggregora, come abbiamo accennato – un accumulo energetico negativo, nato dalla paura, dall’odio, dall’occultamento della verità – pare essersi formata e sviluppata attorno al cuore simbolico di questi eventi: Garlasco, con l’omicidio di Chiara Poggi come nodo centrale.

Dopo la condanna definitiva di Alberto Stasi nel 2015, qualcosa cambia: non si registrano più eventi simili. Come se quella lunga scia di sangue e dolore avesse avuto un punto di cessazione. Come se l’“offerta” fosse stata completata, l’equilibrio (o squilibrio) ripristinato.

Il dato, se non spiegabile, resta visibile. E merita attenzione.

LA MAPPA  

Rosso = omicidio – Nero = suicidio – Nero bordato rosso= Suicidio anomalo – Bianco bordo nero=Causa morte diversa – Grigio bordo nero=Tentativo di omicidio o suicidio – Grigio bordo rosso = Rapimento/sparizione – Triangoli = collegamenti diretti con indagini su delitto Poggi (numeri dal 23 al 27).

Elenco aggiornato di morti violente, suicidi e casi oscuri (1990-2016)

Sono compresi in questo elenco tutti gli omicidi e suicidi avvenuti in provincia di Pavia (più Castel San Giovanni) che non sono stati definitivamente risolti con colpevole e movente accertato. Non sono riportati i decessi per incidenti stradali che, comunque, nello stesso periodo e per la sola Lomellina, ammontano a oltre 50: numero molto alto rispetto alla densità media nazionale, ma è una zona con strade che inducono alle alte velocità e nella quale erano presenti molte discoteche…

  1. 1990-09-07 – Poggi Daniele, 20 anni, Garlasco – Auto gas scarico – (Con Randi)
  2. 1990-09-07 – Randi Giordano, 20 anni, Garlasco – Auto gas scarico – (Con Poggi)
  3. 1990-11-21 – Pagani Graziano, 26 anni – Garlasco (di Vigevano) – Annegato
  4. 1990-12-06 – Daniela Passerini, 44 anni – Travacò Siccomario – Auto gas scarico
  5. 1991-08-13 – Pedone Giorgio, 53 anni, Vice Questore – Vigevano – Colpo di pistola in testa
  6. 1992-05-26 – Vallini Fabrizio, 30 anni – Pavia (madre a Garlasco) – Testa fracassata
  7. 1996-05-19 – Rapalli Fabio, 31 anni – Passo Cisa (di Montù Beccaria) – Testa tagliata
  8. 1996-11-25 – Bossi Roberto, 32 anni – Passo Cisa (di Castel S. G.) – Ingestione soda caustica
  9. 2001-01-29 – Ramaioli Enrico, 25 anni – Garlasco – Intossicazione da farmaci
  10. 2001-12-26 – Claudio V., 48 anni – Vigevano – Suicidio annunciato: colpo di pistola in testa  
  11. 2001-12-30 – Scaffidi Enrichetta, 62 anni – Garlasco – Sei colpi di mazza in testa
  12. 2001-12-31 – M. B., 40 anni – Garlasco – Trovato il corpo in auto
  13. 2003-04-19 – Uomo, 29 anni – Garlasco – Sopravvissuto a coltellata nello sterno.
  14. 2003-07-20 – Grimaldi Marco, 11 anni – Frascarolo – Sparito da casa e mai più ritrovato.
  15. 2007-01-03 – Barista, 34 anni – Garlasco – Trovato morto in casa con ecchimosi
  16. 2007-08-13 – Poggi Chiara, 26 anni – Garlasco – Omicidio efferato
  17. 2007-12-14 – Gioncada Bruno, 63 anni – Garlasco – Auto gas scarico con Siciliano Teresa
  18. 2007-12-14 – Siciliano Teresa, 52 anni – Garlasco – Auto gas scarico con Gioncada Bruno
  19. 2008-05-13 – Generale Alfonso, 35 anni, Gropello C. – Setto nasale fratturato ed ecchimosi
  20. 2008-11-12 – Casinghini Flaviano, 25 anni, Gropello C. – Suicidio annunciato: colpo di pistola
  21. 2009-03-24 – Donna, 50 anni circa – Garlasco – Annegata in un canale con mani e piedi legati
  22. 2009-03-24 – Uomo, 50 anni circa – Ponte della Becca (Linarolo) – Causa morte non determinata
  23. 2010-11-23 – Ferri Giovanni, 88 anni – Garlasco (abitava vicino a Sempio)Gola e polsi tagliati
  24. 2012-03-23 – Cavallini Corrado, 46 anni – Garlasco – (Medico di base di Sempio e Ferri) – Iniezione letale
  25. 2013-03-25 – Braj Romeo, 37 anni, carabiniere – Vigevano – Suicidio annunciato: colpo di pistola
  26. 2016-01-30 – Pinna Sasha, 25 anni – Garlasco – Amico di Sempio e M. Poggi – Impiccagione strana
  27. 2016-03-25 – Bertani Michele 26 anni – Garlasco – Amico di Sempio e M. Poggi – Impiccagione strana

MORTARA

Mortara si trova in piena Lomellina, sulla linea ferroviaria Pavia-Vercelli, ed è il quarto comune della provincia di Pavia per numero di abitanti dopo Pavia, Vigevano e Voghera. Il suo nome viene fatto risalire al latino”Mortis Ara”, ossia “Altare della Morte”. Da Garlasco a Mortara non è che una manciata di chilometri. Quanto basta per restare dentro un cono d’ombra, dove perfino i toponimi sembrano suggerire antiche suggestioni.