Si parva licet componere magnis
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Nel mio precedente articolo Giada a tutto Stasi avevo affrontato il grande dilemma che, da diciotto anni, divide il caso Poggi:
Un dualismo che avevamo messo momentaneamente da parte per concentrarci sulla nuova riflessione. E oggi questo approccio si conferma utile, perché due fatti recentissimi — il caso Capra e le indiscrezioni sul movente sessuale — hanno aperto uno scenario diverso, che merita un’analisi autonoma.
A Mattino 5, il consulente della famiglia Poggi, Marzio Capra, ha scatenato ieri uno dei momenti più sorprendenti finora registrati nel dibattito pubblico sul caso Garlasco.
1.1 Il “suggerimento” nella perizia De Stefano
Capra ha confermato di aver suggerito la frase più discussa della perizia De Stefano:
“Non si può escludere che il DNA possa appartenere a Stasi.”
Una formula priva di fondamento tecnico, secondo lo stesso generale Lago del RIS, e che appare oggi per ciò che è: un artificio argomentativo per tenere Stasi nel perimetro dell’accusa.
1.2 L’attacco alla superperizia Albani
Capra ha poi accusato la nuova superperizia Albani — super partes — di essere stata scritta “per influenzare i giudici”.
È un’accusa gravissima, perché implica:
Il tutto mentre rappresenta la parte civile, cioè chi dovrebbe cercare la verità insieme all’accertamento della giustizia.
Questo episodio si colloca in una lunga serie di atteggiamenti della famiglia Poggi che mostrano una difesa estremamente rigida della tesi “Stasi colpevole – Sempio impossibile”.
Quasi contemporaneamente, emerge un’indiscrezione che potrebbe riscrivere la dinamica interna del delitto: un movente sessuale attribuito ad Andrea Sempio, collegato a pressioni, telefonate, contenuti digitali e dinamiche relazionali non convenzionali.
Non siamo nel campo delle fantasie: si tratta di un’ipotesi coerente con ciò che è già emerso negli anni su Sempio:
Questa pista non spiega ancora tutto, ma introduce un possibile fulcro del delitto.
E soprattutto apre un’altra domanda:
se questo movente fosse stato reale, quali ripercussioni avrebbe avuto sulla famiglia Poggi?
L’esperto di analisi non verbale Gianluca Spina aveva colto nelle dichiarazioni di Stasi un’emozione dominante: non rabbia, non dolore, ma disprezzo.
Il disprezzo nasce quando si scopre qualcosa che si considera moralmente intollerabile.
In questo quadro:
potrebbero aver generato, dopo l’omicidio, un’emozione intensa in Stasi, spiegando il tono delle sue deposizioni senza farne automaticamente un colpevole.
Questa non è un’accusa. È una spiegazione emotiva coerente.
Se il movente sessuale riguarda davvero Chiara, tutto cambia anche sul piano familiare. Esistono almeno tre possibili ragioni per cui la famiglia Poggi:
4.1 Motivazione economica (parte civile)
Comprensibile, ma non sufficiente.
4.2 La protezione del fratello Marco
La cui posizione, negli anni, è sempre stata circondata da omissioni, movimenti anomali, stranezze, e mancate dichiarazioni.
4.3 La protezione della reputazione di Chiara
E qui il quadro si chiude.
Se emergesse:
la narrazione di una Chiara “candida e perfetta” crollerebbe.
E questo spiegherebbe:
In altre parole: la famiglia difenderebbe non solo una tesi giudiziaria, ma l’immagine di Chiara. E questo, sul piano umano, è comprensibile.
Senza forzature, senza romanzi, solo logica:
Tutto ciò spiega la parte strettamente interna del caso.
E qui viene il punto delicato, necessario per non contraddirci:
Il resto richiederà un’altra analisi. L’ipotesi del movente sessuale — se confermata — spiega:
Ma non spiega — e non pretende di farlo — l’intera massa di eventi laterali accumulata in questi anni:
Ed è corretto dirlo chiaramente: questa ricostruzione risolve solo il quadro familiare e relazionale, mentre per spiegare tutto il resto servirà un’analisi più ampia, forse legata a contesti esterni, più complessi, che non emergono ancora.
Il movente sessuale, se confermato, rappresenterebbe in conclusione la chiave più semplice e coerente per spiegare l’omicidio di Chiara Poggi e i comportamenti emotivi dei protagonisti.
Ma non basterebbe da solo a comprendere perché il caso Garlasco sia diventato molto più di un delitto: un crocevia di anomalie, silenzi e protezioni.
Ed è qui che potrà aprirsi il prossimo capitolo della nostra indagine: riconnettere il delitto “interno” e circoscritto al possibile contesto più ampio che da anni aleggia attorno al caso.

Trapela finalmente un movente per il delitto di Garlasco. Un movente possibile, non l’unico che spiega tutto. Quella che segue ne è una chiave di lettura, che spiegherebbe Sempio e la famiglia Poggi, ma non tutto il resto, che vi potrà comunque essere applicato in seguito.
Sinossi in 10 punti (per orientarsi nella ricostruzione)
DA GARLASCO A COGNE, VIA BESTIE DI SATANA
📚 Bibliografia e riferimenti essenziali
Grimaldi, Luigi, Il caso Poggi: i misteri di Garlasco, video-inchieste e articoli online, (2023–2025).
Fornari, Gino, “Il delitto di Chiara Poggi e il processo ad Alberto Stasi”, in Penale Diritto e Procedura, 2015.
Lucarelli, Selvaggia, articoli su Il Fatto Quotidiano e media online, 2023–2025.
Montanari, Marco, “Garlasco, processo al dubbio”, in Giustizia Insieme, 2024.
Travaglio, Marco, commenti editoriali e dirette su Il Fatto Quotidiano TV, 2024–2025.
Mentana, Enrico, servizio TG La7, edizione del luglio 2025.
Cappa, Ermanno, interviste e dichiarazioni su blog e ambienti informali.
Carlizzi, Gabriella, archivi digitali e documenti online 2004–2010.
Epiphanius, “Massoneria e sette segrete – La faccia occulta della storia” – Controcorrente 1990-2008
🎥Videografia (YouTube –🔍 Canali d’inchiesta, documentazione e contro-narrazione)
Ragionevole Dubbio – Approfondimenti su casi giudiziari controversi, con attenzione alle contraddizioni istituzionali e ai “buchi neri” della giustizia.
Luigi Grimaldi – Giornalista d’inchiesta, già coautore di “La Repubblica delle stragi impunite”, autore di diversi video sulla vicenda di Garlasco e altri casi dimenticati, con elenchi di morti sospette e suicidi nel Pavese. In particolare, la serie di video-inchiesta sul caso Poggi e altri eventi correlati: “Chiara, la verità nascosta – Parte 1 e 2” – “I suicidi dimenticati del Pavese”
Andrea Tosatto – Analisi dai toni diretti, spesso polemici, su crimini mediatici e distorsioni giudiziarie.
Nicola Castellano – Approccio investigativo su cold case e processi irrisolti.
Gianluca Spina – Riflessioni a tema giudiziario, anche in chiave psicologico-sociale.
Bugalalla Crime – Narrazione scorrevole e ricostruzioni dettagliate dei principali casi di cronaca italiana.
Storie Perdute – I lati oscuri della Storia – Rielaborazione storica e culturale di eventi poco noti o dimenticati, utilissima per contestualizzare certi episodi.
Mortaio – Approccio oscuro, evocativo, spesso incentrato sulla ritualità, la simbologia e l’inquietudine ambientale dei casi.
🗃️ Fonti documentarie
Atti e sentenze ufficiali del caso Poggi / Stasi, reperibili su portali giuridici.
Archivi stampa: Corriere della Sera, Repubblica, Il Giorno, La Provincia Pavese (2007–2025).
Dichiarazioni pubbliche, commenti social e blog investigativi indipendenti.
📌 Nota dell’autore
Il presente lavoro nasce da una raccolta ragionata di fonti pubbliche, giornalistiche e processuali. Alcune ipotesi e suggestioni laterali sono presentate come riflessioni aperte e non affermano alcuna verità definitiva. Si raccomanda la lettura con spirito critico e rispetto verso le persone coinvolte.