Con l’articolo numero 100 avevo annunciato una pausa. È durata poco, lo ammetto. Ma non era una promessa di silenzio né un addio a Garlasco: era la conclusione di una fase molto più intensa e quasi militante, nella quale gli articoli nascevano anche all’interno di una collaborazione quotidiana e contribuivano al palinsesto del canale di Paola.

Quella fase si è effettivamente conclusa. Paola ha ripreso, legittimamente, una propria linea editoriale, più orientata verso le dirette e altri contenuti, mentre i miei articoli troveranno uno spazio più selettivo nel fine settimana. È venuta così meno l’urgenza di scrivere con continuità e la sensazione di dover partecipare giorno per giorno alla gestione del racconto.

Non sono però riuscito a perdere l’interesse per il caso. Seguendolo con maggiore distacco, senza l’assillo della produzione continua, continuano a presentarsi domande e argomenti che mi viene naturale approfondire: non per riempire uno spazio, non per partecipare al cazzeggio quotidiano e nemmeno per una sorta di militanza, ma perché Garlasco è ormai diventato anche un terreno di studio e un esercizio di scrittura.

Non rinnego quindi una sola parola dell’articolo 100. La pausa è servita, anche se è stata breve: non mi ha fatto smettere di scrivere, ma mi ha liberato dal doverlo fare. Da ora gli articoli potranno essere più rari oppure, conoscendomi, anche sorprendentemente ravvicinati. La differenza è che nasceranno soltanto quando avrò davvero qualcosa che sentirò il bisogno di dire: come adesso, tra l’articolo 102 e il 103, dando vita così ad un articolo numerato con un decimale. Un record anche questo.