PAROLE MIE

ASTERISCHI

Il termine asterisco ha diversi significati, dei quali almeno quattro di comune accezione:

  1. Articolo breve, commento, corsivo, trafiletto, notiziola di giornale.
  2. Definisce un segno grafico a forma di stelletta (*), che serve di richiamo a note a piè di pagina o in fondo al testo (capitolo, sezione, libro).
  3. Indica lo stesso segno grafico ma impiegato per indicare una lacuna od un’omissione volontaria nel testo (per mantenere un anonimo o per nascondere un turpiloquio).
  4. In linguistica, indica che la forma in questione (per es. un etimo) non è documentata storicamente, ma supponibile o ricostruita.

Ora, volendo io usare il termine asterisco per indicare una categoria di articoli di questo sito, risulta evidente che la prima definizione ben si adatta al profilo che ho in mente per essi. Dovrebbero essere infatti ricordi, riflessioni, esperienze individuali, specie se del lontano passato, che, conservati sino ad oggi nella mente sotto gli innumerevoli strati di vita successiva, oggi rispuntano improvvisamente, stimolati ad un confronto dagli omologhi elementi dell’attuale era antropologica. La concisione ed una certa vena polemica dovrebbero esserne le caratteristiche principali.

Proprio per essere a lungo state confinate a fondo pagina della vita, frutto di disincanto infantile e adolescenziale ed essere oggi necessarie a capire e valutare il testo principale di essa, tali note riprendono incredibilmente corpo nella realtà attuale attraverso un riscontro, un parallelo, un personaggio, un libro, un fatto di oggi: calza per gli asterischi anche la seconda definizione.

Ma le parole sono sorprendenti e meravigliose e di esse non voglio sprecare nulla. Così, visto che ci sono altre due definizioni disponibili, le voglio utilizzare anch’esse per i miei asterischi. Questi, infatti, trovano appropriata accezione anche come omissioni volontarie nella memoria per nascondere certo non un turpiloquio, ma almeno una cosa scomoda (sconveniente, improbabile, supposta, immaginata, ipotizzata) e tirata fuori solo quando si trova il conforto di qualcosa di nuovo che ne dimostra viceversa la piena sussistenza e appropriatezza. Vedremo come ciò sia vero, in una sorta di remake delle calze nere delle Gemelle Kessler! così il temine asterisco funziona anche per la terza definizione.

Quarta ed ultima definizione: i miei ricordi sono lontani, affondano nella nebbia di Milano, sono tutti in bianco e nero e quindi non sono documentati storicamente, se non dalla mia sola testimonianza mnemonica: plausibile che il lettore li consideri solo supponibili o ricostruiti.

POESIE

Rime dai colli verso il piano

SPUNTI DI VISTA

Il punto di vista è, in un qualunque testo narrativo, la posizione angolata dalla quale il soggetto che narra vede le cose. Il punto di vista è spesso testimoniale, quando il narratore racconta i fatti in prima persona senza che alcuno possa fornire la propria visione prospettiva. Il punto di vista ha inoltre un carattere spaziale, in funzione del luogo dove l’autore narra e descrive ciò che vede, e uno temporale, in funzione del tempo della descrizione, che può avvenire anche in fasi diverse. Ma il punto di vista, quale massima espressione di soggettività, ha principalmente un forte contenuto culturale, psicologico e ideologico che determina l’atteggiamento mentale complessivo (cognitivo ed emozionale) del narratore e che si concretizza in modo di vedere, in parere, in giudizio. 

Il termine spunto nasce dal linguaggio teatrale, ad indicare le prime parole di una battuta suggerite all’attore; ma indica anche la prima parola di una frase musicale, le prime note di un motivo, le prime parole di una poesia o di un brano, sufficienti a richiamare alla memoria tutto il resto.  Estensivamente poi, con il termine spunto si intende comunemente un avvio, un punto di partenza, un’occasione iniziale cui ispirarsi per un’opera letteraria o artistica, per un’idea, per un progetto, o anche solo per una decisione.  

Gli spunti di vista di questa pagina sono il risultato della fusione dei due significati appena esposti.

ALTRE STORIE

Storie nella Storia

STORIELLE

Memoria vestita d'immaginazione

MEMOFLASH

Lampi dal passato, spesso in bianco e nero