ARTICOLO DI FONDO (Seconda parte)

Incassata l’auspicata vittoria sulla Lazio e come da ripromessa domenicale, proseguiamo nell’articolo di fondo con qualche osservazione sulla composizione del nuovo governo.

  1. Come nasce la crisi del governo precedente – Non ci sono spiegazioni ragionevoli circa i motivi che hanno indotto R. ad affossare il governo da lui stesso ispirato e poi accusato di tutto e del contrario di tutto, se non che abbia lavorato per conto terzi (ignoti): cui prodest? Sarebbe del resto improbo trovare altri ragionevoli motivi ai comportamenti di uno sconfitto seriale (politicamente), se non quello di fare i dispetti.
  2. La decisione di Mattarella – Recentemente è stato svelato da Massimo Giannini lo sfogo raccolto dal Presidente della Repubblica: “Faccio il pane con la farina che mi danno gli Italiani”. A dire che ogni generazione di elettori ha sempre il parlamento (e quindi il governo) che si merita: meno votano, meglio è, quindi, specie in piena pandemia. E poiché l’ambito decisionale affidato dalla Costituzione al Capo dello Stato è limitato, egli ha preso una decisione che mi sentirei di definire per buona parte “ragionevole”: quella di far ricorso ad una sostanziosa presenza di persone non elette, quindi migliori a prescindere, nella compagine governativa.
  3. I “Tecnici” – Non ho competenze per valutare la capacità delle persone chiamate a gestire in pandemia galoppante gli attuali aspetti economici e finanziari in agenda, con annesse varianti ecologiche e digitali. Siccome le opinioni le esprimo sui fatti, per ora sto a vedere, anche se Draghi è raccontato molto vicino al Vaticano, specialità Gesuiti.
  4. I “Politici” confermati – Otto ministri “politici” sono stati confermati: quindi il loro operato non era forse stato negativo per rimanere in squadra con il nuovo capitano. In particolare mi fa piacere la conferma di Speranza, che, con la sola forza del cognome e ad onta del viso che infonde tutt’altro (nomen non omen), ha saputo affrontare e gestire con danni inferiori a ben altri paesi una tragedia di dimensioni inimmaginabili. Ciò in un momento in cui io mi sarei chiuso in un tombino in attesa che tutto fosse passato e pur dovendosi sorbire lazzi ed offese, senza peraltro mai replicarvi, da parte di sedicenti governatori e simili, che avevamo sin lì stimato solo grazie al fatto di non averli mai visti all’opera e dei quali abbiamo poi (drammaticamente) riso attraverso le memorabili imitazioni di Crozza.
  5. I “Politici” nuovi e la “farina” vecchia – La scelta dei nuovi ministri “politici”, avvenuta con accurato rispetto del protocollo “Cencelli”, è quella più sorprendente. Perché, se da un lato Mattarella fa un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento perché “conferiscano la fiducia a un governo” che “non debba identificarsi con alcuna formula politica”, dall’altro precisa anche che tale governo deve essere “di alto profilo”. Traduco: se Draghi deve mettere dentro tutti, ci sta che egli debba poi accogliere a Palazzo Chigi, in rappresentanza di un partito, anche un pluri pregiudicato, certo di “alto profilo”, appena uscito da un’aula di tribunale ove, imputato nel processo Ruby ter, si è avvalso della facoltà di non rispondere e reduce da ripetute assenze per indisposizione in altri processi (per esempio in quello per la “trattativa”). E poteva andargli peggio, se, nel frattempo, il fondatore di quel partito non si fosse trovato in carcere, condannato in via definitiva per associazione mafiosa. Passi, quindi: parte della “farina” prodotta dal popolo italiano è di quel tipo e anche con quella si deve impastare il pane che tutti mangeremo.
  6. Alto profilo – Ma, a parte l’origine e della storia di quella forza politica, Draghi non poteva scegliere o pretendere da essa tre-personaggi-tre “di più alto profilo”,  che possedessero titoli e requisiti più in linea con la richiesta del Capo dello Stato? Oppure Draghi lo ha fatto apposta per ridicolizzare certa politica o per indebolirne l’autorevolezza all’interno del governo? Siamo sicuri che sia farina (!) del sacco di B. o che invece egli non ne risulti forse un po’ imbarazzato, anche per via di quel “senza portafoglio”?
  7. Alto profilo: Brunetta – Già politicamente attivo con Craxi mezzo secolo fa, è stato più volte ministro di punta (e di tacco) di B. Dovendosi occupare già allora di riforma della Pubblica Amministrazione, rinunciò al Nobel per l’economia (ipse dixit) per montare ovunque tornelli ad altezza d’uomo, atti ad impedire ai famigerati statali di andare a fare la spesa in orario d’ufficio. E’ stato uno dei più prolifici soggettisti di Crozza, che, nell’interpretare la parte, si è procurato permanenti lesioni ai ginocchi.
  8. Alto profilo: Gelmini ministra – Il profilo del suo operato appare in doppia faccia: da una parte, come ministro dell’Istruzione, raccoglie giudizi in prevalenza negativi per aver tentato una riforma della Scuola e dell’Università (Riforma Gelmini 1) fatta di soli tagli, che avrebbero provocato un abbassamento della qualità dell’istruzione erogata; dall’altra parte risulta invece un unanime riconoscimento per il fatto riportato al punto seguente.
  9. Alto profilo: Gelmini avvocata – Un’inconsapevole Mariastella era nella schiera di furbetti che nel 2001 scesero dal profondo Nord a fare gli esami da avvocato a Reggio Calabria, nota per la bulgara ed imbarazzante percentuale di ammissione agli orali: se sullo stretto passava il 94% di candidati e solo il 6% era bocciato, al Nord, nello stesso periodo, le percentuali erano semplicemente invertite. Scoppiato il caso quando la Gelmini divenne ministro, tanto fu il clamore suscitato che il governo fu costretto, dopo lunghe polemiche, a mettere mano ad una riforma degli esami da avvocato, che vide la luce un paio d’anni dopo e che ristabilì percentuali più eque di valutazione in tutt’Italia. In questo caso le fu concesso un riconoscimento unanime, in quanto, grazie a lei (Riforma Gelmini 2), fu posta fine ad una situazione scandalosa ed inaccettabile, di cui essa stessa era stata “vittima”.
  10. Alto profilo: Gelmini scienziata – Nel 2011 fu al centro della scena internazionale per aver improvvisamente rivelato al mondo l’esistenza, solo a lei nota, di un segretissimo  “tunnel tra il CERN di Ginevra e i Laboratori nazionali del Gran Sasso”, attraverso il quale fu svolto il celebre esperimento sulla velocità dei neutrini, reso possibile proprio dalla lunghezza del tracciato (936 km). Quanto calcestruzzo!!!
  11. Alto profilo: Carfagna – A fronte del corposo contenuto dei curriculum precedenti, sulla nuova ministra del Sud e della Coesione territoriale non avrei molto da dire, anzi sorvolerei proprio in merito ad alcune sue teorie sulla sterilità delle coppie, da taluno ritenute omofobe, anche perché non vorrei che un taglio anche solo parzialmente critico sul suo operato possa passare per pregiudizio nei confronti della sua carriera politica, in cui dev’essere stato parecchio difficile farsi prendere sul serio avendo alle spalle un passato da modella. 

            (segue) – Foto: La7.it