ARTICOLO DI FONDO (Prima parte)

Mi sono ripromesso di non affrontare su questo sito temi politici in senso stretto, onde evitare di perdere parte dei già pochi lettori. Anche perché ho delle difficoltà obiettive: chi come me è nato e cresciuto in un’epoca in cui la Politica (con la P maiuscola), pur in un contesto a sovranità limitata, la facevano i “migliori” e in cui la gente a tale Politica partecipava andando alle manifestazioni e leggendo la domenica i quotidiani dei partiti per capirne gli orientamenti, trova arduo, se non impossibile, parlarne e scriverne oggi secondo canoni codificati da quella formazione, rischiando di proporre oggi incomprensibili ed anacronstici concetti ad una platea alfabetizzatasi (o analfabetizzatasi?) secondo ben altri paradigmi civico-politici: quando, cioè, tutti parlano della politica in modo spregiativo come “casta” o quando la formazione di questo nuovo governo viene presentata come massima espressione dell’Antipolitica: sarebbe come commentare una partita di Calcio organizzata dalla Lega Anticalcio.

Ma dedicherò un apposito articolo dedicato alla differenza tra politica di oggi e quella di un tempo, quale argomento che non può mancare nel solco di un tema identitario di questo sito.

Mi è difficile, dicevo, parlare di politica oggi, di una politica che si presenta aliena al mio mondo in cui essa era massima espressione delle capacità umane in quanto al servizio della Polis, di tutti. Mi è difficile, di questa politica, decifrare azioni ed eventi, cause ed effetti, pensieri ed idee, secondo canoni consolidati e ormai storicizzati ed offrirne un ragionato commento o un’interpretazione accettabile. Dicono anche, per esempio, che destra e sinistra oggi non esistono più: bene, io non saprei leggere una politica priva di questa lente logica (e anche di questo parleremo un altro giorno) e dico solo che, se proprio non vogliamo usare questi due termini per rappresentare le inevitabili differenze del mondo sociale, possiamo anche usarne altri, di termini, ma il concetto non cambia: basterebbe quella canzone di Giorgio Gaber, senza scomodare Max Weber (mi è venuto in mente per l’assonanza dei cognomi, ma funziona e ci aiuterebbe a vedere che poi anche l’Antipolitica non è che proprio stia sopra le parti, ma che pende forte da una, la stessa ove potrebbe in ogni momento apparire l’Uomo Qualunque).

Specificato che il titolo “Articolo di fondo” non vuole affatto evocare il  pezzo con cui il direttore di un giornale offre il proprio pensiero sull’avvenimento più importante della giornata o del periodo, ma che “fondo” indica solo il livello raggiunto attualmente dalla “Situazione”, torno a dire che è difficile parlare di politica oggi, ma oggi, in questi giorni, si è formato questo nuovo, particolare, speciale, drammatico, curiosissimo, indecifrabile governo e, non volendomi sottrarre a cotanto evento, ne scrivo brevemente un commento, al quale ho del resto già rimandato chi mi ha chiesto qualcosa in merito e che non ho saputo soddisfare per le suddette difficoltà di articolazione che l’argomento mi comporta. Domani, però. Per oggi limitiamoci a vivere quel che resta della domenica e a registrare le contemporanee sconfitte di Juve e di Milan.

 

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