RAPIMENTO: IL GIORNO DOPO

Il 16 marzo 1978 è il giorno del rapimento di Aldo Moro e ci sono preoccupazione paura e desiderio di sapere ma devo dire che ci si era poco alla volta abituati a quel tipo di eventi e mi tormentava sempre una domanda per capire a chi giovasse perché eravamo lontani comunque dall’immaginare e dal mettere in sequenza logica i fatti e si tendeva a rifiutare le verità più scomode in ogni caso il giorno dopo al mattino avevo una appuntamento di lavoro a Treviglio col titolare di una impresa e con buone prospettive di concludere un discreto contratto ritornando lì dopo un primo incontro nel quale avevamo già esaminato e condiviso il progetto di massima per l’esecuzione di una pavimentazione e fissato un appuntamento per le nove del 17 marzo per l’esito del quale ero ottimista e che consideravo quasi una formalità avendo già praticamente definito gli accordi essenziali compresi quelli economici nel primo incontro poi ulteriormente perfezionati in una telefonata successiva quindi avrebbe dovuto solo firmare il contratto magari accordandogli solo un piccolo sconto sul prezzo al metro quadro ma suonato il citofono ed entrato nell’ufficio trovo l’impresario tutto agitato che mi chiede di rinviare ogni colloquio a data da destinarsi avendo tra l’altro già detto alla Marisa di restare a casa perché era stato rapito Moro e “Aspetto ordini, siamo stati mobilitati stanotte” Siamo chi? “Potremmo doverci muovere da in momento all’altro perché siamo di fronte a un momento grave con tutto in sospeso perciò ci vedremo quando tutto sarà finito e riprenderò a lavorare intanto ho fermato tutto e mia moglie porta i figli in montagna” La prima reazione mia fu la delusione per un ordine dato per acquisito che sfumava in un modo che più imprevedibile non si poteva immaginare l’altra fu di stupore non per la potenziale gravità di quelle affermazioni ma perché giudicai quelle frasi frutto di fantasia di megalomania e di esagerazione tipo roba da fuori di testa in quanto non potevo capire cosa c’entrasse un impresario medio della bassa bergamasca col rapimento di Aldo Moro e quindi che cavolo stesse dicendo forse era solo un fanatico dell’ordine che va la domenica in tuta mimetica a giocare alla guerra e ha dei problemi ma mentre spostava fogli archiviava fascicoli chiudeva cassetti come uno che si preparava a partire per un po’ di tempo e intanto non mi congedava come se volesse rendermi partecipe ed impressionarmi per la parte che stava interpretando e per il ruolo che sarebbe andato ad assumere come se stesse approfittando della presenza di un estraneo per poter millantare un ruolo tanto misterioso quanto importante in un’azione che sembrava potersi via via sempre più di stampo paramilitare con connotati chiaramente golpisti o comunque sovvertitori delle istituzioni ritornando con la memoria all’atmosfera vissuta qualche anno prima ai tempi del Piano Solo quando per qualche giorno si visse nell’attesa di un imminente colpo di stato o ancora prima quando fui colto dalla notizia della strage di piazza Fontana mentre ero a militare dell’esercito sul “fronte” orientale in Friuli e i discorsi che sentivo al circolo ufficiali di dover reagire alla violenza della sinistra non mi lasciavano tranquillo anche per accennate esercitazioni anti-sommossa che poi non ci furono ma adesso ci sono le BR che han rapito Moro e quindi devono solo trovarlo e beccare i brigatisti in un fatto lineare nel quale non si capisce cosa c’entri una mobilitazione da inquadrare e contestualizzare come iniziativa paramilitare di sostegno (o rovesciamento) delle istituzioni e quindi no questo è proprio fuori di matto penso ancora anche perché me ne parla e quasi non mi conosce e potrei uscire di qui e andare dai CC o parlarne in giro e anche mi spiegherei così l’esito cabarettistico di altri precedenti (e successivi) complotti o agir di nostrane spie anche se in effetti quasi leggendomi nel pensiero: “Mi raccomando, lo tenga per lei, gliene parlo perché ormai non si torna più indietro, son tutti pronti, andiamo a prendere le armi in caserma e si interviene e sarà questione di giorni poi tutto sarà finito” appunto viva il segreto ti avrebbero selezionato bene appunto perché uno in gamba mica dice queste cose se le fa comunque non le fa e alla fine mi alzo me ne vado e non ci torno più però “Dopo tanti anni è arrivato il momento i comunisti al governo? È ora di finirla” Matto! “La saluto mi raccomando, stia attento! Non ho capito bene il problema ma… si fa sentire lei per il pavimento?” “Sì sì non si preoccupi” e venni via e in macchina non potei fare a meno di pensare a quell’ordine sfumato così curiosamente come se fossimo al primo giorno di una guerra poi rielaborai i possibili scenari che avrebbero potuto rendere plausibile il racconto ma mi convinsi che fosse una balla anche se un breve fremito di paura mi attraverso quando mi venne in mente una domanda lì per lì che non mi era sovvenire in ufficio ossia se era una balla perché quella messinscena perché rinviare l’esame dell’offerta e l’eventuale ordine quando in realtà avevamo già definito praticamente tutto e se era una balla mi ripetei poteva firmare o al contrario dirmi che aveva cambiato idea perché aveva trovato un concorrente a migliori condizioni o chiedermi uno sconto e provare ad impressionarmi in seguito ma mi disse che aveva fermato tutto per… andare in guerra quindi no così era inspiegabile e cosa c’era sotto? Alla fine prevalse l’incredulità a causa del rifiuto di trovare una spiegazione logica di carattere politico-strategici applicabile a quanto avevo sentito e quindi un matto? In realtà già da anni sulla scorta di quanto già emerso circa le stragi di Milano di Brescia dei treni e di tutti gli attentati del decennio precedente si era già delineato il filo rosso della strategia della tensione e del complotto che legava istituzioni o parte di essi servizi interni ed esterni mafia fascisti e altre amenità che poteva in qualche modo legare tutti quei fatti e rendere “applicabile” quanto sentito in quell’ufficio ma soprattutto avrei dovuto ascoltare quella razionalissima parte del mio cervello che in ogni occasione fin da bambino mi suggeriva di riflettere e analizzare bene la situazione anche quando un solo indizio anche trascurabile non tornava o quando si palesava una semplice contraddizione o un elemento discordante o contraddittorio e di pormi quindi UNA DOMANDA che inizialmente rimaneva senza risposta e che era più o meno del tipo CUI PRODEST? E per le BR mi ero già posto da tempo il quesito ed erano tempi bui con spari morti feriti e tanti sabati pomeriggio in cui non si poteva andare in centro ma non si capiva bene la logica anche se la storia aveva insegnato che la violenza di sinistra anarchici compresi colpisce il singolo individuo giudicato responsabile di leggi o reati contro la gente mentre la violenza di destra getta lo bomba e non si cura degli innocenti anzi e poi perché colpire Moro e non che so Andreotti chiaramente posizionato nella destra clericale e possibile che in quegli anni ci fossero dei pazzi di sinistra autentica anche se estrema che in nome di una classe operaia che comunque in quegli anni aveva raggiunto livelli di retribuzione e il riconoscimento di diritti sino ad allora sconosciuti o forse era al contrario per fermare tutto questo e ristabilire le giuste distanze sociali di un tempo precedente e poi fare la rivoluzione in quattro gatti senza appoggio popolare e anzi uccidendo degli operai non mi convinceva certo che conoscevo amici di sinistra extra parlamentare che erano degli illusi ideologicamente in eskimo onesti ma non singolarmente violenti spesso emarginati coi quali condividere Marx e compagnia ma in fabbrica non si stava così male come già detto perché quindi? E poi proprio Moro? Questi sono manipolati infiltrati e pensando a qualche amico così ingenuo e ideologizzato  e alla fine la memoria personale dalla cronaca alla storia quando si vivono anni e decenni uno dietro l’altro immersi ed accompagnati da resoconti quotidiani affiancati nelle nostre micro-azioni quotidiane dalla cronaca dei giornali della radio della televisioni e poi improvvisamente la somma dei giorni fa un totale che si chiama Storia e alcuni fatti vissuti in diretta diventano storie grandi misteri buchi neri ancora oscuri ed inesplorabili  ti accorgi che tu che c’eri dentro e provi a ritornare a quelle percezioni che al momento dei fatti erano solo riflessioni impressioni dubbi domande attese di risposte poi il tempo passa e quella che era cronaca che ti è rimasta dentro come memoria personale adesso la si può leggere rievocata sui libri su pagine e con fotografie nelle quali tu non appari eppure c’eri comunque non tornai più in quell’ufficio di Treviglio né il cliente mi cercò e anche il ricordo di quello strano incontro piano piano sfumò fino a quando parecchi anni dopo venne alla luce Gladio con tutto quello che ci stava dietro e fu pubblicati l’elenco parziale dei nomi dei patrioti o complottari o stragisti tra quali il nome del mio cliente non appariva ma che a quel punto avrebbe potuto esserci perché forse una balla non era

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