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I DIARI DI DANTE

QUADERNO I
Periodo narrato compreso tra il gennaio 1916 e l’agosto 1940

CONTESTO ED APPROFONDIMENTI

Capitolo 3 - La pausa felice (1938-1939)

Giovedì mattina, 18 agosto, l’ora del rancio e poi gli ultimi minuti. Alla terza adunata Dante col suo pacchetto corre a prendere il congedo e in compagnia dell’amico Maggiorino ha terminato la naja. Sono le quattro del pomeriggio e si scende dal treno a Stradella, dove nessuno si aspettava il nostro ritorno: che bel giorno fu mai quello! Dopo pochi giorni, Dante riprendeva il suo lavoro in distilleria, il divertimento non mancava: tutte le sere Dante era al Cicasco e si passavano delle bellissime sere. La Tina incominciava a fare qualche capriccio, dopo essersi accorta che Dante le aveva fatto le corna; tanto più che lei sapeva che Dante andava quasi tutte le domeniche a ballare a Portalbera, dove passava delle belle feste con l’amica Attilia, lasciando la Tina un po’ da parte. E pian piano terminò la stagione del Cicasco. Col mio poco terreno, anch’io feci la mia vendemmia…
3.1 - Settembre 1939

Dante, le amiche, gli amici e i parenti avranno saputo dell’attacco alla Polonia e del conseguente inizio della guerra. Ma l’avranno immaginato come un fatto lontano, frutto inevitabile dei tempi. La vita a Stradella continua, al Cicasco si balla ancora, presto inizia la vendemmia… Ma gli elenchi dei richiamati evidentemente erano già pronti e solo due giorni dopo, il 3 settembre, domenica, arriva la cartolina di richiamo alle armi. Così Dante, di lì a pochi giorni, partirà da Stradella per indossare di nuovo la divisa grigioverde. Vi farà definitivo ritorno solo il 30 agosto 1945.

3.2 - Galleria
Il Cicasco in un'aerofoto degli anni 50 (cerchio a sinistra) e la stazione ferroviaria (cerchio a destra).
Il percorso da Stradella ad Arena Po tracciato su un'immagine d'epoca.
UN'altra immagine del Cicasco
La piazza di Arena Po. (Lombardia Beni Culturali)