RICERCA & MEMORIA

Ricerca e Memoria parrebbero due termini dal significato molto diverso, quasi inconciliabile tra loro, ma non è così. Ci sono molti motti adottati da pensieri e movimenti politici che si offrono alla medesima considerazione, talvolta a ragione.

Prendiamo per esempio il celeberrimo “Dio, Patria e Famiglia”, forse il più gettonato in occidente ad ogni latitudine, tuttora in auge anche in parte della nostra: come si può conciliare un dio, lo stesso per diversi popoli, stati e nazioni, che a mezzo dei suoi portavoce invoca ogni momento la pace, con la patria, per definizione divisiva, nazionalista ed inneggiante alle battaglie (vinte o perse),  con la famiglia, che in nome di quelle battaglie ha straziato nei secoli milioni di famiglie?

Un esempio contrario invece, ossia di un altro motto molto diffuso, apparentemente ossimorico, ma che invece, analizzato bene, si offre come uno schema perfettamente logico e denso di significative suggestioni ideali, consiste nel binomio “Giustizia e Libertà”.

Ad un primo esame superficiale si potrebbero cogliere anche qui elementi di contrasto tra i due termini. A giustizia viene subito da associare l’immagine di un paese ideale nel quale tutti i delinquenti (addirittura compresi gli evasori fiscali!) siano in carcere a seguito di una perfetta gestione del sistema giudiziario, mentre tutti i buoni sono fuori, senza errori, indulti o prescrizioni. Ma in tale paese chi dovrebbe dunque invocare la libertà? Non certo i cittadini liberi, che tali già sono per le strade, bensì i delinquenti, che la libertà vorrebbero riacquistare, i loro avvocati e i loro sedicenti giornalisti!

Ma se cerchiamo nella definizione anche soltanto del primo dei due termini, giustizia, un significato più ampio e profondo, finiamo per convincerci della bellezza e del valore assoluto e non contraddittorio del motto “Giustizia e Libertà”, senza che alcun conflitto o antagonismo dei termini possa palesarsi, anzi!

Mentre la prima analisi, infatti, era rivolta ad una giustizia istituzionalizzata, fatta di atti impositivi e codificati, la seconda implica un senso della giustizia più naturale in quanto innato nella specie umana (ma non solo), che impegna ogni singolo individuo o gruppo a tenere, nei confronti dei propri simili o di altri gruppi, comportamenti inclini a criteri di giustizia, intesa come virtù sociale, non istituzionalizzata, basata su onestà, correttezza e rispetto (istituzionale, fisico e morale), valori fortemente etici che ci inducano a regole proprie di vita modellate da doveri verso gli altri e da aspettative reciproche.

Chiarito quindi il significato di giustizia, ritengo che, per sposarlo a libertà, la cosa migliore sia rispolverare una esemplare citazione di Sandro Pertini:

“Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. […] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è la libertà che intendo io.” (Centro Espositivo Sandro Pertini – http://www.pertini.it/cesp/p_video.htm)

Ma questa era solo la premessa. Torniamo quindi ai termini del motto Ricerca e Memoria….

La ricerca è qualsiasi attività di studio finalizzata all’approfondimento delle conoscenze in modo sistematico, svolta con intenti e metodi scientifici, anche se non necessariamente relativa alle scienze naturali. La memoria è intesa invece come il contenuto dell’attività mnemonica, in quanto operante nei confronti del passato, quindi storica, in quanto continua a far parte della nostra realtà attuale e futura. La Treccani la definisce come, “In generale, la capacità, comune a molti organismi, di conservare traccia più o meno completa e duratura degli stimoli esterni sperimentati e delle relative risposte. In particolare, con riferimento all’uomo (nel quale tale funzione raggiunge la più elevata organizzazione). Ma aggiunge anche che “ …il termine indica sia la capacità di ritenere traccia di informazioni relative a eventi, immagini, sensazioni, idee, ecc. di cui si sia avuto esperienza e di rievocarle quando lo stimolo originario sia cessato riconoscendole come stati di coscienza trascorsi, sia i contenuti stessi dell’esperienza in quanto sono rievocati, sia l’insieme dei meccanismi psicologici e neurofisiologici che permettono di registrare e successivamente di richiamare informazioni…”

Ecco, quindi, la sintesi dei due termini in un motto che li fonde in un unico percorso: la ricerca per approfondire e contestualizzare la nostra memoria e i nostri ricordi, nella loro epoca, per misurare e spiegare i cambiamenti, per arricchire le nuove generazioni, per attingere risorse decisionali per il futuro. È in quest’ottica (la stessa del sito, poi) che sopra ho associato a memoria l’aggettivo storica, quasi a qualificarne un ovvio attributo, ché non si può immaginare il futuro senza l’identità che ci giunge dalla memoria, né si possono prendere decisioni senza memoria… (la definizione di memoria artificiale lo conferma).

Va comunque precisato che un sostantivo, memoria, se può essere in qualunque misura qualificato da un aggettivo, storica, vuol dire che questo non può derivare da un suo sinonimo: e Memoria e Storia non sono infatti la stessa cosa, anche se entrambe figlie dello stesso passato. La prima è fatta di tanti ricordi soggettivi (memorie?), mentre la seconda merita il privilegio e gode del presupposto di una certa acquisita oggettività, in quanto disciplina delegata a ordinare, spiegare, contestualizzare, condividere, accettare, rifiutare ecc. tali ricordi, cercandone i possibili riscontri e confrontandoli con altri in una rete il più estesa possibile di individuali memorie.

Quest’ultima riflessione, similmente alle altre precedenti, necessita però un’ultima precisazione, cui non riesco a sottrarmi perché molto vicina ai temi di memoria storica di questo sito. Come detto i concetti di storia e di memoria sono sì diversi, ma quando riguarda fatti di un passato abbastanza recente, comprendente, per capirci, la nostra vita e quella di coloro (nonni e genitori) con i quali l’abbiamo a lungo condivisa e che ci hanno fornito testimonianza diretta della loro, di memoria, essi tendono a sovrapporsi e a confondersi. Tenerli distinti è difficile, e me ne accorgo quando, ricercando nella memoria e nella storia, sono costretto ad elaborare quotidianamente mutevoli giudizi e ed accettare l’evolversi continuo di semisecolari certezze. Ma è importante e ci proveremo.